si poteva respirare nel pensiero,affermò perentorio: fino all'ultimo respiro, perchè un ultimo respiro c'era sempre, anche nel pensiero

domenica 17 luglio 2011

volerlo

SUFFERWELL: IL punto è: se al momento non trovo alternativa migliore, priorità che possano anche solo farmi pensare di tentare altro, se intorno a me vedo solo desolazione... allora rimango dove sono.
So che può sembrare senza senso, ma per me c'è, forte e chiaro.
Per adesso è così, pur conoscendo pro e contro... ma spero di poterti dire in futuro cose diverse, spero ardentemente di vere altre priorità.
Nel frattempo, ti auguro di cuore in bocca al lupo


io lo vedo il senso in queste parole. io stessa ho cercato per giorni un qualche segnale che mi facesse capire che quello che stavo facendo era troppo, che dovevo smetterla per davvero. ma mi sono resa conto, fin dal primo momento, che non avrei mai potuto pensare niente del genere, perchè in una mente offuscata dalla malattia questi pensieri sono pressochè impossibili. se io sto ad aspettare che il mio cervello mi dica di fermarmi, allora aspetterò in eterno e non mi fermerò mai, perchè pensa, quante probabilità ci sono che la malattia stessa ti dica che stai esagerando? quali probabilità ci sono che il tuo cervello trovi qualsiasi altra cosa più interessante della malattia in questo momento? tu lo speri, perchè non sei morta del tutto, e non lo sarai mai, non riuscirà mai a prenderci del tutto, altrimenti ci lasceremo morire subito, altrimenti non esisterebbero gli istinti di sopravvivenza. no, non ci prende del tutto ma lo fa fino al limite, quanto basta, ed è per questo che tu pur sapendo di non voler morire non riesci ad uscirne. non voglio più sentire l'ultima frase, mai più, perchè è davvero troppo facile così. io ci credo che tu me lo auguri con il cuore, io ci credo che non lo fai apposta a dirmi di guarire e a dirmi che per adesso stai come sei, lo so che non puoi guarire dalla sera alla mattina, e lo so che non puoi metterti immediatamente in testa la voglia di farlo, è quasi impossibile, ma non vedo perchè dovresti continuare ad aspettare quando sai meglio di me che in questo modo non ci sono vie d'uscita. voglio solo una risposta, perchè vuoi rimanere a crogiolarti nella malattia fino a tempo indeterminato? io avevo deciso di farlo, perchè mi piaceva sapere che stavo soffrendo, che c'era gente che viveva come me, che ero importante o comunque diversa da molte altre ragazze perchè ero malata, triste eccetera.....ma non me la sento di ricominciare, perchè farei del male a tutti, i loro commenti farebbero di nuovo male a me, e anche perchè è difficile uscirne e rendersi conto che si vuole vivere davvero.
non so ancora bene se le cose che dico le sento davvero oppure sono solo deboli convinzioni momentanee, perchè ho troppo casino in testa, ma so che voglio riuscire a sopravvivere e a vedervi sorridere.
secondo voi, come sarebbe stata la vostra vita senza la malattia, le cose passate, le praole che avreste potuto dire, le cose che avreste potuto fare e che magari sarebbero andate diversamente? è solo curiosità la mia, senza domande retoriche o ironia.

se non volete rispondere per motivi personali siete libere di farlo, voglio solo confrontare le mie opinioni con le vostre e sapere magari qualcosa in più su di voi e su me stessa, per riordinare il casino che ho in testa e magari farvi pensare.


 mi piacerebbe.....
non avere un futuro
essere immersa nell'oscurità più totale ed esserne cullata
abbandonarmi completamente alla sofferenza
vedendola sorridere
accettare la sua superiorità
ed odiarmi
potermi odiare senza nessuno che vuole salvarmi


 ma io non sono così
io sono qui,
e romperò le scatole il più possibile,
con la mia presenza scomoda
la sofferenza che ho portato
la mia inutilità nel mondo
ci sono comunque 
anche se a volte non vorrei, non ci casco mai

ci sarà un motivo se non mi sono ancora ammazzata?
ho capito da subito l'importanza della vita, del fatto di esssere vivi
e non la lascio
e non la vivo soffrendo

è troppo facile e doloroso continuare a cercare la perfezione, e io voglio iniziare a vivere, ma prima voglio volerlo
prima di mangiare, devo voler mangiare
prima di lasciare ana, devo essere utile a qualcuno
video

2 commenti:

  1. Solo per dirne una...perchè mi distrae.
    Perchè svia i pensieri verso occupazioni meno dolorose: calorie, pesi, misure, chili. Molto più facile che essere sempre e costantemente ossessionate da un dolore infernale di tipo diverso.
    Perchè è una valvola di sfogo.
    Perchè ho la brutta abitudine di prendermela con me stessa invece che col mondo.
    Mille perchè.
    Perchè controllo aulcosa, che poi controllo non è.
    Ognuno ha i suoi.
    Personali, sicuramente contraddittori, a volte lucidi, a volte offuscati dalla malattia.
    Come penso immagini non ho risposte da darti.
    Ne ho relativamente poche anche per me stessa.

    RispondiElimina
  2. Lara hai solo 15 anni, ma pensieri profondi ed acuti. Ecco, se devo trovare qualcosa di "buono" nella malattia è questo, mi ha permesso di essere profonda, attenta, delicata. Capisco le persone, le scruto, le studio e riesco a leggerle dentro. Credo di aver passato talmente tanti anni a fare paranoie che quelle degli altri, le becco al volo.
    Vabé, detto questo, credo che come dici tu, se aspetti che il tuo cervello decida di guarire puoi aspettare in eterno. Ad un certo punto, devi agire, devi farlo, almeno per provare, tanto se poi ti fa schifo tornare indietro si può sempre.
    Concordo anche con Erika però che la malattia aiuta a "distrarsi" dalle cose che davvero ci fanno male, dalle cose che dovremmo affrontare ma che ci fanno troppa paura. E' un palitivo, una scusa per non affrontare le nostre paure.
    In ogni caso, io credo che noi siamo cresciute da sole e alla fine abbiamo semplicemente cercato di sopravvivere e ci siamo legate a questa stupida malattia che comunque ci ha permesso di andare avanti.
    Credo che la cosa che più ci accumuna sia la solitudine e la paura di restare sole e di affrontare la vita da sole.
    Quindi l'unica cosa che mi sento di dirti Lara è di non intraprendere questo cammino da sola, perchè le ricadute ci sono e si ha bisogno di qualcuno che ci allunghi una mano per aiutarci. Credo anche sia il grande errore della psicologa di Erika, non doveva lasciarla da sola dicendole che lei sapeva già tutto.
    Anch'io ho sempre saputo "tutto" ma nonostante questo sono stata malata per 15 lunghi anni, e chissà forse lo sono ancora...
    Un abbraccio grande ed io per ciò che posso continuerò a seguirti nel tuo percorso.

    RispondiElimina